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C'era una volta il duello
Gentiluomini, scienziati, poeti: nessuno sfugge all’ossessione del duello. Perché la civiltà è solo un sottile strato sopra il desiderio di vendetta. Tutto il resto è stile.
Sinossi
Cosa spinge due bambini a trasformare un paio di rami secchi in spade letali in un pomeriggio al parco? E perché un poeta raffinato come Puškin o un genio matematico come Galois hanno scelto di giocarsi la vita davanti alla canna gelata di una pistola?
Questo libro entra dietro le quinte di un’ossessione che ha attraversato i secoli sfidando leggi, religioni e buon senso: la necessità di regolare i conti con il sangue.
Voltando pagina sarete trascinati in una cavalcata vertiginosa dai boschetti di betulle della Russia ottocentesca alle albe uggiose di Villa Borghese, tra personaggi estremi e situazioni al limite dell’assurdo. Incontrerete nobildonne che si lanciano il guanto di sfida per un commento di troppo all’ora del tè e scienziati che perdono il naso per un errore di calcolo. Vedrete gentiluomini pronti a salire su un pallone aerostatico per spararsi ad alta quota con spingarde caricate a pallettoni e assisterete a scontri musicali dove l’unica arma è una tastiera di pianoforte suonata fino allo sfinimento.
Con una prosa elettrica che cita Tarantino e Omero, brocardi latini e rime feroci da gangsta rap, vi troverete immersi in una biografia non autorizzata dell’eterna lotta tra diritto e violenza che si legge come un romanzo d’appendice. Scoprirete così che il duello non è un cimelio del passato, ma l’abito galante con cui ancora vestiamo le liti.
Perché nel mondo civilizzato e cruelty-free in cui viviamo, il diritto ha disarmato le mani ma non l’istinto. Volete la verità? Siamo tutti a un solo insulto di distanza dal tirare fuori la sciabola.
Autore
Riccardo Rubino, classe ’90, è avvocato, giornalista e alpinista. Cresciuto tra la biblioteca del bisnonno paterno e la campagna di quello materno, si è laureato in Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma. Titolare del proprio studio legale, è specializzato in diritto penale.
È condirettore de Il Vomere, tra i più antichi periodici italiani ancora stampato su carta, e presidente del Consiglio di Amministrazione di un museo di arte moderna. Nonostante, ciò alla pittura contemporanea preferisce quella sacra perché le vite dei martiri sono più splatter di un Rothko.
Poiché è siciliano di costa, ha deciso di dedicarsi all’alpinismo di roccia.